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Tonsille: quando l’infiammazione diventa un problema

Tonsille: quando l’infiammazione diventa un problema

L’infiammazione delle tonsille è molto diffusa nella prima infanzia, ne parliamo con il Dott. Domenico Grasso, otorinolaringoiatra.

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Le tonsille sono una delle principali cause di mal di gola e febbre nei bambini. La loro importanza si concentra nei primi anni di vita come presidio di difesa delle vie aeree e con il ruolo di aiuto allo sviluppo del sistema immunitario. 

Spesso le tonsille si infiammano e danno origine alla tonsillite a causa di infezioni virali o batteriche.

1 Cosa sono le tonsille e le adenoidi?

Le tonsille e le adenoidi sono delle ghiandole linfatiche situate in più punti all’interno delle prime vie aeree e, più precisamente, nell’orofaringe e nella rinofaringe. 

Sono composte da agglomerati di tessuto ricco di linfociti, cellule che fanno parte del sistema immunitario con il compito di entrare in contatto con agenti patogeni, riconoscerli e attivare meccanismi di difesa per proteggere il corpo da infezioni.

La loro superficie non è liscia, ma rugosa e forma delle cavità che contengono secrezioni mucose ricche di linfociti. In questo modo la superficie che può venire a contatto con i germi è più ampia e la difesa da malattie più efficiente.

Anatomicamente tali strutture sono posizionate in punti differenti delle prime vie aeree:

  • tonsille adenoidee: si trova nella rinofaringe, ovvero quella parte della faringe che sta dietro al naso
  • tonsille palatine: si trovano, in numero di due e simmetricamente, nell’orofaringe ovvero nel punto di passaggio tra cavo orale e faringe
  • tonsilla linguale: si trova dietro la lingua vera e propria

Insieme formano un cerchio denominato l’anello di Waldeyer.

Che funzione svolgono?

La funzione principale delle tonsille e adenoidi è di presentare, tramite particolari molecole chiamate antigeni, presenti sulle pareti, dei microorganismi al sistema immunitario.  

Infatti, durante la prima infanzia, le tonsille hanno un ruolo importante nella difesa immunitaria delle vie respiratorie, grazie alla capacità di sviluppare le difese anticorpali che poi saranno in grado di contrastare le infezioni virali e/o batteriche.

Questa difesa è molto attiva durante i primi 3 anni di vita e diminuisce progressivamente con lo sviluppo del sistema immunitario lasciando il compito ad altri organi.

2 Tonsillite, l'infiammazione di tonsille e adenoidi

Le tonsilliti sono delle infiammazioni che colpiscono le varie ghiandole (palatine, adenoidea e linguale) a causa di infezioni dovute ad agenti patogeni come virus o batteri. Di solito sono la conseguenza di una più diffusa infiammazione delle prime vie aere che può coinvolgere anche il naso e/o l’orecchio medio.

Tonsillite virale

La tonsillite virale è la più comune delle infiammazioni che coinvolgono le tonsille e si verifica soprattutto nei bambini fino ai 7 anni. I virus maggiormente responsabili sono:

  • adenovirus e rhinovirus (raffreddore)
  • epstein-barr (mononucleosi)
  • coxsackie (malattia mano-piede-bocca)

Tonsillite batterica

La tonsillite di origine batterica è meno frequente di quella virale ed è solitamente causata da:

  • streptococco beta emolitico gruppo A (scarlattina)
  • staphylococcus aureus (polmonite)
  • streptococcus pneumoniae

Tonsillite su base immunitaria

Dagli anni 80, è stata identificata una forma di tonsillite ricorrente che non deriva da infezioni da parte di agenti microbici, ma da una disregolazione del sistema immunitario. 

Tale tipo di febbre, che prende il nome di PFAPA (acronico per Febbre periodica, afte, faringite, adenite) presenta una caratteristica ciclicità con episodi che compaiono regolarmente a cadenza mensile o addirittura quindicinale e che rispondono immediatamente alla somministrazione di cortisone per bocca.

Come avviene il contagio?

Il contagio della tonsillite avviene prevalentemente per passaggio del virus in ambienti chiusi come scuole e asili. Colpisce più frequentemente i bambini in età prescolare, per poi diventare sempre più rara con la crescita e lo sviluppo.

3 I sintomi della tonsillite

La tonsillite si manifesta solitamente con:

  • mal di gola
  • febbre 
  • difficoltà di deglutizione 

Nel caso di una tonsillite di origine virale la gola è arrossata e la febbre non si alza al di sopra dei 38°.

Nella tonsillite batterica, invece, al tatto i lati del collo risultano ingrossati e le tonsille sono gonfie e presentano delle placche, ovvero dei depositi di essudato bianchi o giallastri. La febbre è alta e supera i 39°.

La tonsillite nel bambino e nell’adulto

La tonsillite è una malattia molto diffusa prevalentemente nei bambini tra i 3 e i 5 anni con cause virali, mentre in soggetti di età più avanzata sono più diffuse quelle di origine batterica.

Solitamente con l’aumentare dell’età gli episodi di tonsillite diminuiscono, ma in alcuni soggetti, soprattutto se durante l’infanzia hanno sofferto di numerosi episodi di tonsillite, può accadere che dei batteri rimangano all’interno delle cavità delle tonsille e si attivino nuovamente in situazioni di carenze immunitarie.

Quali altri sintomi possono indicare una malattia delle tonsille e delle adenoidi?

A volte, anche in assenza di episodi infettivi acuti, le tonsille e le adenoidi possono ingrandirsi fino ad ostacolare il passaggio dell’aria sia dal naso (ostruzione nasale e respirazione orale) che dalla bocca (con comparsa di roncopatia apnoica), soprattutto durante il sonno.
Questo succede perché le tonsille e le adenoidi si trovano in punti essenziali per il passaggio dell’aria durante la respirazione. Tutto questo si riflette in una cattiva qualità del sonno che può causare nel bambino ipersonnolenza, agitazione, risvegli notturni.

4 L’esame diagnostico

La diagnosi di tonsillite è prettamente sintomatologica e visiva, ma per distinguere con certezza se le cause sono di origine virale o batterica sarebbe bene eseguire un tampone faringeo alla ricerca di microrganismi.
È un esame rapido e indolore che consiste nel prelievo, per mezzo di un bastoncino con la punta di cotone, di materiale posizionato sulle tonsille e in gola.

La diagnosi di ipertrofia adenoidea richiede l’utilizzo di un fibrolaringoscopio flessibile che consente di determinare il grado di ostruzione causato dalle adenoidi ingrandite. La valutazione delle grandezze delle tonsille, invece, si fa sotto esame diretto che consente di quantificare il grado di ostruzione dell’orofaringe da parte del tessuto tonsillare.

In caso di non concordanza tra esame obiettivo e sintomatologia o, in caso di pazienti che presentino sindromi o malformazioni craniofacciali, può essere utile eseguire la polisonnografia notturna, un esame non invasivo che consente di monitorare la saturazione di ossigeno, il flusso respiratorio nasale e i movimenti toracici e addominali, in modo tale da identificare la natura e la gravità delle apnee.

5 Le terapie per la tonsillite

La terapia per la tonsillite è strettamente legata alla sua origine. Quando questa è dovuta a un virus si procede con il controllo della febbre e del dolore alla gola per mezzo del paracetamolo.

Quando, invece, l’origine è batterica sarà prescritta una terapia antibiotica adeguata.

Per l’ipertrofia adenotonsillare la terapia è cortisonica per via nasale, a cicli, oppure orale per brevi periodi.

L’intervento di tonsillectomia

L’intervento di asportazione delle tonsille è consigliato quando la tonsillite è cronica, il numero di episodi supera i 5 all’anno e quando è aggravata e i sintomi, come gonfiore e dolore, sono praticamente costanti.

In caso di ipertrofia adenotonsillare, l’intervento è indicato quando il russamento notturno con apnee è persistente e di una gravità tale da non consentire una buona qualità del sonno.

L’intervento si svolge in anestesia generale e può essere svolto con differenti metodiche.

La rimozione a freddo è la modalità più utilizzata e consiste in un’incisione praticata con un bisturi per mezzo della quale si scollano le tonsille dalla loro posizione.

L’ablazione controllata (Coblation) sfrutta la radiofrequenza e già a 40°C è in grado di rompere le molecole di tessuto che forma le ghiandole e permetterne l’aspirazione da parte del chirurgo con un apposito strumento.

Tali interventi possono essere eseguiti in regime di day surgery e non richiedono l’esecuzione di esami preoperatori, salvo particolari malattie coagulative o cardiologiche familiari o già conosciute nella storia del bambini.

La convalescenza è limitata di solito a una settimana e consente il ritorno ad una normale alimentazione dopo le prime ventiquattro ore. Nelle ore successive all’intervento è indicata una dieta fredda.

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